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parlamentodeserto

Ricevo e pubblico, nello spirito pluralista di Albicokka, un contributo per il SI' al referendum sul taglio dei Parlamentari.

Non suscita entusiasmo questo referendum sulla legge che riduce il numero dei parlamentari, ma a votare è sempre giusto andarci, secondo me, e fare la propria scelta.

Ho letto diversi interventi di persone competenti, alcune a favore del sì, altre del no e alla fine gli argomenti per il sì mi sono sembrati più chiari e convincenti.

Ne elenco alcuni:

- La legge sul taglio dei parlamentari è stata approvata circa un anno fa dal Parlamento quasi all’unanimità e molti che l’hanno votata subito dopo si sono attivati per indire il referendum abrogativo. Non è serio.

- E’ dai lontani tempi della bicamerale di D’Alema che aspetto invano, come tanti cittadini, una riforma sensata del nostro sistema istituzionale che non funziona e va sempre più degenerando.

La riduzione del numero tocca solo un aspetto e da sola sicuramente non basta, ma è un inizio concreto che dovrebbe spingere i nostri rappresentanti ad altre necessarie modifiche.

- E’ vero che il risparmio previsto è piccolo, ma poco è meglio di niente.

- Riducendone il numero, si può sperare (forse illudersi) che i parlamentari futuri siano scelti dai partiti anche per competenza ed onestà e non solo per fedeltà al capo; inoltre i lavori in aula e nelle commissioni potrebbero essere organizzati in modo più snello ed efficiente.

La garanzia che questo succederà non c’è, ma la desolazione dello spettacolo dei lavori parlamentari a cui assistiamo legittima il tentativo di ridurre il male.

- Non vedo nella riduzione dei nostri rappresentanti a 400 deputati e 200 senatori i grandi rischi per la democrazia paventati dai dai sostenitori del no.

Finora abbiamo sperimentato che non è la quantità a garantire una efficace rappresentanza.

Marisa Sitta

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