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bunker

Un amico mi ha chiesto un commento sul PD veronese, a proposito delle Regionali, ma io il Partito Democratico lo posso descrivere solo in soggettiva, dalla periferia.

Confesso di avere ceduto alla tentazione di interagire con esso. Il motivo era semplice e nasceva da uno stato di necessità: come si fa in una città come Verona, dove si esercita la quintessenza del conservatorismo nazionale, a ignorare il maggiore partito di opposizione? E poi volevo capire perchè nelle vicende ambientali e sociali di cui mi sono interessato, da semplice cittadino, me li sono trovati sempre dall'altra parte. Che cosa impediva loro perlomeno di ascoltarmi?...

Credo di averlo parzialmente capito e i motivi sono molto più politici di quanto si possa immaginare. E' un ambiente sulla difensiva, molto ancorato a storie del passato, richiuso nelle sue logiche interne, autoreferenziali. Non c'è alcuna disponibilità verso chi parla un'altra lingua, o proviene da culture aliene, anche per interposta generazione, dai filoni storici ex-comunista ed ex-democristiano che gli hanno dato vita.

Se mi si chiede il ruolo che ha avuto il Partito Democratico nelle ultime elezioni regionali non posso che rispondere con le parole di Anna Maria Bigon, l'unica eletta PD a Verona: "...La mia non è una critica a Lorenzoni, che si è speso con tutte le sue energie, ma un invito a guardare a quello che è successo in modo onesto. Parte del gruppo dirigente regionale del Partito Democratico ha gestito la questione della scelta di un candidato Presidente portando il PD ad abdicare al proprio ruolo di leadership dell’alternativa, svilendo e soffocando qualsiasi ipotesi di partecipazione dal basso. Non è così che il Partito Democratico può ritrovare il dialogo con la società veneta"....

Io durante la recente campagna elettorale non sono stato contattato da alcuno del giro locale del PD, fatto salvo qualche messaggio whatsapp, che non si nega neanche ai cani. Ho ricevuto invece la graditissima visita di Giandomenico Allegri, vicesindaco di Sommacampagna, a cui mi unisce una comune militanza giovanile e una reciproca simpatia.

Posso far notare, da elettore del centrosinistra, che il voto di opinione è davvero importante e che limitarsi alle partite Indoor tra consanguinei, mentre gli altri governano tutto può essere appassionante, o arrapante, ma solo per chi gioca. Il punto critico è stato superato a Verona con quel 78% a Zaia, così rimane ben poco spazio al consueto ruolo di sparring partner della maggioranza. Occorrerebbe una mossa del cavallo, abbassare che so, un ponte levatoio...

Personalmente vedo che l'alterità, il pensiero laterale, non sono ben accolti. L'impressione è quella di trovarsi di fronte a un Bunker dove si esce più facilmente di come si entra e quando si entra ci si trova in un simulacro vuoto perchè le attività oggetive sono delegate altrove, sopratutto agli eletti.

Cito Maurizio Facincani, Segretatio veronese del Partito: "Servono però idee, sia valoriali sia concrete. Serve onestà intellettuale e un diverso stile di confronto, con gli elettori e tra di noi, un partito in cui sia condivisa la consapevolezza che non è possibile che ogni mattina qualcuno si sveglia e pensa, individualmente, di essere il migliore, di avere l’idea migliore, e freme dal desiderio di comunicarlo al mondo attraverso i social, saltando il confronto necessario per trovare una sintesi comune attorno alla quale costruire idee e strategie - come fa ogni vera comunità - perché insieme si possa avanzare. La politica si fa insieme o è altra cosa".

Personalmente getto la spugna. E a questo proposito, citando Ignazio Silone, imbocco l'Uscita di Sicurezza.

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