Main menu

  facebook  twitter2

albicokka1musica33

MI PIACEREBBE

Le cose non andranno, per le prossime amministrative di Verona, seguendo il consueto spartito, cantilenando la Tiri Tera dei vecchi capi partito del Centro-Sinistra. Non sarà deciso tutto nelle segrete stanze per poi concludersi in una mattanza di preferenze tra perdenti, negli ultimi 90 giorni.

Faremo qualcosa per evitarlo ed è buona norma non sottovalutare i Raminghi, gente pericolosa, che vaga per le terre selvagge.

I “mi piacerebbe” sono una sorta di formula magica, inventata da uno sciamano di Sezano, essi risultano inascoltabili solo a coloro che si sentono padroni del destino degli altri e, di conseguenza, anche dei loro desideri.

Partecipare: Mi piacerebbe poter partecipare fin da subito alle decisioni per la candidatura dei prossimi amministratori di Verona grazie ad un processo aperto, coinvolgente e generatore di entusiasmo.

Ripulire: Mi piacerebbe che sui temi ambientali si finisse di giocare al gioco delle tre carte e si chiamassero per nome e cognome, e non solo sussurrati, gli inquinatori dal colletto bianco, i razziatori e i loro complici nella politica, anche se rappresentassero interessi “amici”.

Incontrare: Mi piacerebbe non essere considerato solo in quanto consumatore o elettore, ma anche come persona desiderosa di essere ascoltata da altre persone, reciprocamente rispettose ed amanti della vita.

Conoscere: Mi piacerebbe avere facile accesso alle informazioni che riguardano la mia città, senza necessità di estorcerle a qualcuno, tirare notte sul web, o chiamare l’amico dell’amico per ottenerle.

Dissentire: Mi piacerebbe sollevare il dissenso ed il conflitto non violento oltre la solitudine, senza essere trattato da disadattato, specie se contraddico il politico o il signore di turno, i loro progetti folli e la loro corte dei miracoli.

Raccontare: Mi piacerebbe poter raccontare tutta la verità, senza subire la querela temeraria, la ritorsione economica o l’isolamento sociale.

Condividere: Mi piacerebbe poter partecipare alle decisioni che riguardano il mio Quartiere anche se non sono organico ad una corrente politica organizzata, senza sentirmi rispondere dai soliti arrogantelli: “noi abbiamo preso i voti, tu no”. Perché, a forza di comportarvi così, i voti finirete per perderli.

La politica è sogno e brutalità, se togli il sogno resta solo la brutalità, ma la brutalità da sola non fa politica. Lo dico alle Iene che sghignazzano sulle "illusioni": questo vostro compulsare intorno a piccole risse da giocatori di dadi truccati, a interessi inconfessabili persino alla vostra coscienza, ad ego irrimediabili e patriarcali, nulla ha che vedere con la Politica. Questa rincorsa senza un domani alla preda del bene comune, o almeno alla parte carognesca che vi lasciano i Leoni più potenti di voi, è regressione alla Savana. La politica è arte nobile non un incessante digrignare di canini.

“Non si può effettuare un cambiamento fondamentale senza una certa dose di follia. In questo caso si tratta di non conformità: il coraggio di voltare le spalle alle vecchie formule, il coraggio di inventare il futuro. Ci sono voluti i pazzi di ieri per permetterci di agire con estrema chiarezza oggi. Voglio essere uno di quei pazzi...”. Thomas Sankara, martire africano. Perchè la politica è anche sacrificio di sè.

Una luce dall’ombra spunterà. Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.


Print Friendly, PDF & Email

e-max.it: your social media marketing partner