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albicokka1

La sensazione per me raccapricciante, in questo tempo pazzo, si concretizza nell’assistere agli assembramenti nei locali per l’aperitivo anticipato delle 17.00 o alla fregola di accalcarsi su un’Ovovia svizzera nel periodo più pestilenziale che abbia mai accompagnato le nostre esistenze.

Se devo aggiungere poi che qualcuno minaccia una crisi di governo, o non vede l’ora di organizzare cene conviviali e “proibite” mentre la roulette della vita, rouge o noir, gira vorticosamente sulle nostre teste, resto semplicemente senza parole.

Si potrà dire che il negazionismo aiuti a vivere, nel senso che allontana dalla mente i pensieri negativi, prendendo le debite distanze dalla verità (in analogia, con alcune forme di demenza, per la biologa Barbara Gallavotti).

I Negazionisti inscenano un auto-inganno, ma alla lunga la loro malattia sociale può approdare al parossismo, trasformandosi in un serial killer.

Sappiamo che, qui ed ora, i nostri ospedali sono pieni di persone infettate dal Covid-19 che soffrono, alcune addirittura confinate in un corridoio per mancanza di spazio e che tante patologie altrettanto letali sono tenute a distanza dai nosocomi per l'insufficienza di sale operatorie, strumenti, personale e laboratori.

Dovrebbe bastare no? Per innescare quel minimo di empatia, comprensione e solidarietà umana che riscaldi un po' l'anima, invece ci scopriamo parte di una società dove gli individualisti del ca@@o alzano la voce, ricattano governi e governatori, mentre noi, persone mediamente intelligenti e discretamente per bene, restiamo attoniti e silenti.

Succederà solo al nonno? Non è del tutto così, dicono le statistiche, ma io i vecchietti sulle strisce pedonali li agevolo, mica li stendo, evidentemente per altri gli anziani sono solo una seccatura. Fregarsene di loro in cambio di uno Spritz, però, è un sentimento abominevole, da letamai umani. 

Forse è giunta l’ora che facciamo casino anche noi, gli “asserzionisti” del diritto alla vita, che non deve essere messo in pericolo da una minoranza di ignoranti e menefreghisti, che si manterrebbero sottocoperta, come hanno sempre fatto, se una parte della politica e degli alchimisti da talk show non avesse soffiato sul fuoco per cinismo, consenso, o desiderio di notorietà.

Nel bel mezzo di questo incredibile gioco delle parti, tra colori gialli-arancioni-rossi, giorni sì e giorni no, parenti, congiunti, SPA curative nei luoghi di villeggiatura e amenità varie chiedo, anzi imploro che qualcuno dotato di autorità guardi negli occhi gli italiani e si commuova, mi basterebbe per finta, ma dica la verità e operi come ha fatto la signora Merkel che ha chiuso tutto, vista la gravissima situazione, senza se e senza ma.

Non voglio nutrire il sospetto che si ometta di prendere decisioni drastiche perché ciò significherebbe mettere a rischio il proprio potere, ruolo sociale o futuro politico.

Il teatrino a cui assisto in questi giorni, e non parlo solo dell'opposizione, mi fa semplicemente ribrezzo.

Come affermava Sir Winston Churchill: “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni”.

Compatisco coloro che sogghignerebbero nell'accostarsi a questo ormai logorato, quanto nobile, pensiero.

Gallavotti

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