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freedom1Abbiamo letto un comunicato del capogruppo del PD al consiglio comunale di Verona sull'indecenza di una vetrina in Corso Milano (vedi allegato).

In un primo tempo pensavamo si trattasse di uno scherzo, non può essere che di fronte alle serie problematiche presenti in città, il principale partito di opposizione si preoccupi della vetrina di un Sexi Shop non gradita dalle "mamme" (e i papà, che fanno, chiudono un occhio?).

Ovviamente si è aperto il dibattito; social scatenati, favorevoli e contrari/e, #metoo come se piovesse e tutto quanto il resto.

Quanto avremmo desiderato che tutto questo can can si fosse scatenato sulle installazioni commerciali previste in Via Unità d'Italia, ad esempio, che noi riteniamo più che impudiche, dal punto di vista ambientale, umanistico, ed economico, ma quelle non hanno provocato reazioni sdegnate, anzi, hanno suscitato voti e dichiarazioni consociativi, sempre orientati verso l'interesse del privato.

Occorre trarre lezione da questa vicenda. Le Associazioni locali devono mutare strategia, se vogliono farsi ascoltare. Ad esempio sul Tiberghien, visto l'interesse che l'argomento suscita, anzichè sale civiche, boschi di città e mercati rionali dovrebbero proporre un locale per scambisti che però produca un bel business.

Copertura mediatica assicurata e approvazione scontata ma, pudicamente, solo nel segreto dell'urna.

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