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avviso1Non è facile comprendere perché, nonostante fiaccolate, girotondi e adunate vocianti, non è patrimonio comune la notizia che la bella Verona possiede un braccio di mare figurato dove le persone si inabissano nella clandestinità, ogni giorno.

Il recente “Decreto Sicurezza” non ha inventato, ma ha certamente moltiplicato, il numero dei cosiddetti “diniegati” che fa rima con “annegati”. Mi riferisco a coloro che non avranno più il permesso umanitario o lo perderanno alla scadenza naturale. Magari sono stati ospiti di luoghi che li hanno seguiti fino a ieri grazie ad un percorso di inclusione, spesso virtuoso. Oggi essi sono stati messi alla porta, cioè in strada, con il foglio di via, cioè resi “sbandati”, secondo la vulgata bipartisan locale.

Si può ritenere una crudeltà, meritevole di obiezione di coscienza, accogliere una persona, regalargli una speranza e poi abbandonarla all'addiaccio per "ordini superiori", in pieno gennaio? 

Sono più di un centinaio, forse duecento, nella provincia dell’amore, a partire da dicembre i nuovi abitanti del mondo "di sotto" dei sommersi e noi non possediamo una Barca, mentre dovremmo, per andarli a ripescare...

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