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plastiche

Sarebbe corretto spiegare ai tanti cittadini che si impegnano nella raccolta differenziata il reale destino del loro laborioso impegno, così come rappresentato dai documenti ufficiali.

Secondo il rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), l’anno scorso solo il 28% dei Rifiuti Urbani, a livello nazionale, si è convertito in “recupero di materia” e il 21% è stato il trattamento biologico della frazione organica.

Purtroppo, ancor oggi, almeno un quaranta per cento dei materiali presenti nei rifiuti viene conferito in discarica o bruciato negli inceneritori e nei cementifici.

Ora, questo è perfettamente legale e sono sicuro che un certo mondo “riformista” ritiene naturale chiudere il ciclo dei rifiuti in atmosfera, ma il fatto che ad esempio la plastica fatichi ad essere riciclata dovrebbe porci qualche domanda in più. In Italia, nonostante il nostro Paese presenti una situazione nella raccolta in linea con la tendenza media europea, secondo i dati Corepla del 2017, di tutti gli imballaggi in plastica immessi al consumo, solo poco più di 4 su 10 vengono effettivamente riciclati, 4 invece vengono bruciati negli inceneritori, una extrema ratio nella gestione dei rifiuti nell’ambito dell’economia circolare, e i restanti immessi in discarica o dispersi nell’ambiente.

Ora, nelle basse di San Michele si stanno progettando epocali sistemi di stoccaggio e riciclaggio (se così si può dire) dei rifiuti anche grazie alla produzione dei cosiddetti CSS End of Waste, Combustibili Solidi Secondari.

La domanda è, perché questo avviene nel silenzio generale, fatti salvi i soliti azzecca-guai?

Sicuramente tutto è in regola, ma fallibile come tutti i fenomeni umani dotati di una potenziale pericolosità. Per questo è un dovere civico chiedere chi saranno i controllati e chi i controllori della filiera e se l'orizzonte sarà sgombro da ogni conflitto di interesse tra le entità pubbliche e private coinvolte. Nel contempo è utile che venga richiesta ad AMIA la massima trasparenza sul ciclo della raccolta differenziata a Verona, chiarendo se nel cosiddetto riciclo sia considerata anche la parte da incenerire.

Purtroppo la nostra provincia è assurta agli onori della cronaca per i rifiuti pericolosi ammassati nei capannoni dismessi da parte della malavita, perciò qualche rassicurazione in merito, per le nostre tremebonde coscienze, risulterebbe salutare.

Forse...

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