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smogavviso1Giovedì 21 febbraio è stato deliberato un nuovo supermercato in Viale Venezia, a Verona.

Non mi colpisce più la maggioranza schiacciante (20 a 5) con cui la delibera è passata in Consiglio comunale, nè mi colpisce l'evidente forzatura della legge cosiddetta "sblocca Italia" per costruire l'ennesimo supermercato in un quartiere (Borgo Venezia) che non ne aveva alcun bisogno (visti i 16  già presenti in due chilometri quadrati) e tutto in nome del "pubblico interesse".

Mi colpiscono le ragioni di chi si oppone. Fatto salvo il consigliere Bertucco, ammirevole nella sua solitudine circondata di buone ragioni, l'argomento che emerge è la viabilità: più traffico, più tempo per spostarsi dal punto A al punto B, disagio nell'attraversare la strada o andare al lavoro in bicicletta.

La salute fisica di chi vive in un luogo saturo di inquinamento (basta controllare i dati della centralina di rilevazione del Giarol Grande), destinato con i prossimi insediamenti a peggiorare, il benessere di una cittadinanza che viene deprivata dei negozi di comunità dall'invasione dei grandi magazzini e una socialità assediata dall'occupazione dello spazio fisico da parte dei mezzi su ruota appaiono come pallidi effetti collaterali...

Non capisco: umanità e viabilità non sono sinonimi.

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