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grizaavviso1Occorrerebbe spargere un po' di verità sulla vicenda Ikea che, per politica aziendale e "ostacoli burocratici", ha deciso la settimana scorsa di astenersi dall'avviare un nuovo megastore a Verona nell'area della "Marangona".

Esiste una legge regionale, 27 12 2017 n. 50 (si vedano allegati) che prevede limitazioni sulla costruzione di nuovi centri commerciali.

Non è la lista Tsipras ad averla prevista, ma la giunta Zaia, evidentemente i piccoli e medi dettaglianti non ne potevano più ed hanno esercitato le pressioni necessarie.

Ora l'Ikea prevedeva un insediamento e attrattore di traffico gigantesco, 120.000 metri quadrati, per la gioia dei frequentatori domenicali, in ogni stagione, dei centri commerciali. 

L'idea dell'ipermercato come punta di diamante di un modello di sviluppo riguarda una parte della classe politica veronese e della cittadinanza, ma è lecito dissentire, sia sul senso economico e ambientale di queste mega-installazioni, sia sulla qualità dei posti di lavoro che ne scaturiscono (con conseguente moria dei piccoli e medi negozi, per il principio dei vasi comunicanti).

Chi lo ha fatto notare è stato subissato dalle critiche, per usare un eufemismo, specialmente da alcuni nostalgici dello sfortunato endorsement di Renzi a Bisinella-Tosi durante le ultime amministrative di Verona.

Sarebbe interessante comprendere quali oblique convergenze politiche si potrebbero concretizzare sui futuri centri commerciali dalle metrature più abbordabili, per aumentarne il volume, magari intervenendo sulla legge regionale.

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