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isolamento

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Quanta acqua è passata sotto i ponti... Da bambino pensavo che il mondo si dividesse in servi e padroni, poi mi avevano spiegato che era tutto più complicato, che c'erano i corpi intermedi e adesso rischio di ritornare al punto di partenza.

La narrazione "mainstream" di questo periodo esalta il lavoro da casa come un grande miglioramento, ma la realtà ha molte facce ed essendo un assertore e praticante dello smartworking da tempi non sospetti, vorrei ragionare con voi sulla differenza tra smart working vero e snort (in inglese sbuffo, disapprovazione) working.

Prima di raccontare in cosa consiste questo approccio al lavoro, che evidentemente si può applicare solo a determinati servizi (le fabbriche non sono state ancora vaporizzate), vorrei spiegare cosa non è: un modo per scaricare sulla persona che lavora costi fissi (corrente, pulizia, strumenti di lavoro), costi sociali (si pensi alla cura dei bambini e degli anziani) e un dispensatore di reperibilità H24.

Per me il lavoro, o la sua definitiva emancipazione, passa per quattro parole chiave: partecipazione, libertàflessibilità, autonomia, invece in questi ultimi trent'anni la pratica ha preso tutt'altra direzione e le parole chiave sono diventate altre.

Visto che adesso vanno di moda le D, tipo distanziamento sociale, ve ne cito altre quattro, e non a caso:..

continuabk

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