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Destrutturazione: il massimo della dignità, mentre si lavora, è sentirsi parte di un tutto. Affinchè questo possa realizzarsi, occorre sapere qual'è il fine del proprio lavoro (per i vecchi del mestiere si parla di consapevolezza dell'integrità del ciclo). Il contadino che semina il grano, sa che il suo fine è il pezzo di pane. Con l'ingresso dei subappalti a diritti differenziati nelle aziende, il lavoratore entra in un luogo che non gli appartiene con una mansione ripetitiva, di cui non conosce il fine ed è spesso trattato dagli altri, gli "interni", come generica carne da cannone. Questo non aumenta l'efficienza, ma diminuisce i costi a breve termine e rende più facile gestire la flessibilità legata agli alti e bassi delle commesse. Nel contempo questo fenomeno ha generato, anche per lavori ad alta scolarità, un comparto di free lance in balia delle onde del mercato e di cosiddetti procacciatori di lavoro che non sono altro che dei caporali con una divisa un po' meno impolverata.

Delocalizzazione: a tanti veneti dovrebbero fischiare le orecchie. Ci sono nazioni remote dove si sono trasferite molte manifatture nostrane e questo per conseguire ricarichi altissimi. Ci sono persone che guadagnano un dollaro al giorno e sono migrate dai propri villaggi aviti per finire in uno Slum senza tetto nè legge, nella speranza di una vita che esiste solo in televisione. In quei luoghi si vive alla catena di regimi autoritari e sindacalisti, blogger o giornalisti, ma le dittature non fanno molta differenza, vengono uccisi senza pietà. Pensiamoci bene quando certi imprenditori illuminati nostrani fanno beneficenza, chiediamoci da dove arriva la loro munificenza e così potremo capire, anche per ripulire la nostra coscienza, la differenza tra essere buoni ed essere giusti.

Digitalizzazione: nella manifattura italiana, e a lungo, c'è stata una larga parte di artigianalità che l’ha resa un fiore all'occhiello, poi però si è scoperto che certe conoscenze si potevano digitalizzare e allora (sarà sempre più così) la vera innovazione si è spostata nelle interazioni delle basi dati e nell'intelligenza artificiale. L'essere umano diventa così un servant delle macchine, sostituibile a buon mercato. Abbiamo passato tutti gli anni ottanta e novanta spiegando, per vendere i computer, che si sarebbe ridotto il personale e sapete cosa è successo? Non solo è stata ridotta, la forza lavoro, ma anche demansionata.

Domiciliazione: questa è l'ultima frontiera. Non che sia una grande novità, già visto: costi di produzione zero, anzi il faticatore doveva anche pagarsi i suoi "attrezzi". Si raccoglieva il lavorato con un furgone (le magliaie del tempo che fu) si pagava in nero e buona fortuna. Lo "Snort Working" si inserisce in questo filone, certo non ti devi tenere dei puzzolenti filatoi nel soggiorno, ma sei solo, distanziato socialmente, psicologicamente isolato. Devi gestire i flgli quando la scuola è chiusa, contenderti il WIFI, non hai orario perchè sei sempre reperibile. Se questo andazzo si facesse "sistema" ne pagherebbe l'equilibrio mentale collettivo, nel transitare di vite divise tra casa e ipermercato, mentre l'ascensore sociale passa sempre da un'altra parte. 

continuabk

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