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melaquadrataavviso1Ho avuto la possibilità di ascoltare direttamente il Giornalista di Avvenire Nello Scavo pochi giorni fa durante un convegno nei pressi di Varese.

Nello Scavo è un bravo reporter d’inchiesta, dotato di un curriculum importante. In questi giorni avrebbe smascherato una narrazione autoassolutoria in tema di immigrazione, cioè che il “cattivone”, il “barbaro”, secondo la vulgata dei bempensanti, sia stato solo il trangugiatore di Mojito.

No, gli accordi con le milizie libiche, ripeto secondo la tesi del giornalista ma assai ben documentata, per trattenere dei poveri disgraziati o riportarli in quei lager (cito Famiglia Cristiana) dove si tortura, si violenta e si commette ogni sorta di abominio per chiedere riscatti e monetizzare vite umane, avrebbero preso vita ben prima del governo “sovranista”.

La tifoseria fa brutti scherzi, ma bastava recarsi a Lampedusa (fatto) e chiedere a chi accoglie (tra i locali) persone anziché lasciarle in balia del proprio destino, per comprendere che il nocciolo della politica sull’immigrazione, nell'ultimo periodo, non sia dipeso dal colore del governo, semmai la differenza si sia notata solo nello stile comunicativo e nell’eccesso di vita da spiaggia.

Mi chiedo perché le persone che ho sostenuto non abbiano ancora posto come condizione per tenere in piedi il governo nazionale il rompere ogni rapporto con la cosiddetta “Guardia Costiera Libica” che occorrerebbe chiamare con un nome ben più appropriato.

Mi direte, signori ministri e sottosegretari, che siete lì per evitare l’avvento del sovranismo, perché questo è il governo del "nuovo umanesimo”. Bene, allora dimostratelo rompendo definitivamente con la tesi della "Libia Porto Sicuro"; altrimenti, anziché proporre improbabili commissioni d’inchiesta, traete le naturali conseguenze.

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