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Cara sorella, ho saputo che ieri sei andata a rendere omaggio alla casa-museo di Peppino impastato. Bel gesto, complimenti, peccato che di quello che succede nella tua città, che non è Cinisi, tu non voglia accorgerti di nulla.

D’altra parte sei stata sempre la prima della classe, ossequiosa all'autorità. Ricordo il tuo astuccio così lindo e pulito da provocare invidia la mattina, prima di andare a scuola: colori a matita, pennarelli, matita, gomma, temperino, forbici, righello. Tutti gli oggetti al loro posto, tutto in ordine, mentre io faticavo a tenere insieme la mia roba, disordinato com’ero…

Delle cose che scrivo qui so che hai un certo ribrezzo, perché non ho nessuna certificazione del bel mondo che tanto ambisci a conquistare. Non ho la tessera di giornalista, la stessa che fu conferita a Peppino solo 20 anni dopo la sua morte.

Che razza di presunzione paragonarsi? Allora parliamoci chiaro: il Peppino Impastato in carne ed ossa, quello che venne infangato come terrorista, il “comunista”, quello che faceva casino su "Tano Seduto" nello stanzino di Radio Aut, tu a suo tempo non l’avresti nemmeno sfiorato, perché posti e persone come quelli rappresentano la tua antitesi morale.

Hai una profonda ansia di zittire tutto ciò che non si intona ai tuoi colori, perché altrimenti dovresti ammettere che ne esistono degli altri che nel tuo astuccio non ci entrano, nè ci vogliono entrare.

Quello che voglio suggerirti, e per l’ultima volta, è che loro, i criminali, sono qui, nel tuo perimetro di persona per bene. Tu che separi il secco dall’umido e ti dai dell’ambientalista, tu che popoli un IBAN e ti dai della volontaria. Loro ci parlano all’orecchio, continuamente e io percepisco il loro fetore, quel respiro gelido sulla nuca e mi domando: come fai a non accorgertene?

Non hanno il volto di Toto û Curtu, anzi, sono ineffabili e profumati colletti bianchi che hanno studiato nelle scuole migliori, conoscono ogni dettaglio della burocrazia e hanno una montagna di soldi, frutto di immani sofferenze umane, grazie ai quali drogano il mercato, scacciano le aziende buone praticando prezzi impossibili, sfruttano le debolezze di un sistema economico che verrà reso ancora più fragile dalla Pandemia.

Qui al nord non ammazzano, ma cancellano, come la tua gomma immacolata che ancora custodisci da qualche parte. Ti suggerico la lettura di ZERO ZERO ZERO di Roberto Saviano, anche se immagino tu preferisca qualcosa tipo ESSERE MIGLIORI di Vito Mancuso.

Quando verrà il mio momento, spero tardi e per cause naturali, non voglio il tuo nome sul necrologio, perché disconosco la nostra consanguineità.

Se qualcuno volesse conferirmi qualcosa gli suggerisco la maglia di Esteban Cambiasso, straordinario e sottovalutato centrocampista dell’Inter del Triplete, almeno lui, a differenza di te e del tuo mondo perfetto, mi ha dato qualche soddisfazione.

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