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Urgono differenti voci maschili sui duelli tra uomini in politica. Delle logiche di potere, dominio e appropriazione non se ne puo' più…

Ho letto questo post di Loredana Aldegheri su Facebook e sono stato spinto a commentare.

Premetto che io non faccio parte della confederazione dei buonisti, perciò sarò sincero: la questione del potere, della sua brama e del suo uso inappropriato non riguarda soltanto gli uomini, ho conosciuto donne feroci e altrettanto determinate nel sottomettere il prossimo con l’inganno e la violenza e non dimentico che questa oscura fase storica è stata inaugurata dal pensiero e le azioni di una baronessa inglese che di fatto ha aperto la diga alle iniquità del neoliberismo.

Certo è che spesso il potere è padre della sopraffazione e la sopraffazione è sovente maschile.

Poi, essendo un uomo, conosco me stesso e i miei simili ed è evidente che per motivi storici, culturali, antropologici (a proposito di questo, consiglio la lettura del libro “Oltre lo stato, il potere e la violenza” di Abdullah Öcalan) il patriarcato è diventato il modello dominante e con esso tutte le vessazioni e le ingiustizie che le donne, ma non solo loro, hanno dovuto subire nei secoli.

Nel mio lavoro, una percentuale piuttosto alta di fatica consiste nel regolamentare gli ostacoli che i maschi frappongono alla riuscita di un progetto. Devo ammettere che la maggioranza delle donne tendono a cercare una soluzione, mentre con gli uomini bisogna prima stabilire chi comanda: i ruoli, la parte in commedia di ciascuno, poi, con calma, seguiranno i fatti.

A parte il DNA, a volte ci ho pensato, il problema maschile risiede anche nella educazione. Noi maschi siamo stati convinti, e non solo dai padri, a dover primeggiare in qualcosa, di dovere farci largo a spese di altri per essere “realizzati”. Per qualcuno poi, essere il “capo” è una condizione esistenziale così importante da divenire patologica, al punto che si è disposti a ledere il diritto all'esistenza di una o più persone, a diffamarle, a lordarne l'immagine, pur di non scendere dal piedistallo. Se poi avviene la caduta, essa si accompagna, per i maschi "alpha", ad un cupio dissolvi, portandoli fino alla consunzione.

Eppure si può vivere con rispetto di sè senza essere il “leader”, magari offrendo un aiuto, talvolta indicando la strada, ma solo se è necessario.

Occorrerebbe approfondire però, il modo in cui nelle nostre organizzazioni, anche le più virtuose, si gestisce la questione del potere, ripensare la sua devoluzione in forme più partecipative, migliorare la collaborazione tra generi diversi (il modello Curdo, al proposito è fonte di sicura ispirazione).

Poi...

Sono avvilito osservando quello che accade in questi giorni nella politica nazionale, mentre fioccano i morti, c’è chi ricatta in nome della propria visibilità, del proprio “ruolo”.

Per tutta la sofferenza che ci è costata questa pandemia, non posso perdonare chi vuole mandare in crisi il Governo, per quanto inadeguato esso possa manifestarsi, in un momento difficile come il presente.

Sono consapevole che di emulatori e ammiratori di Matteo Renzi a Verona ne abbiamo tanti, anche tra chi legge, ed è anche per questo che il locale Partito Democratico continua a mantenersi un’entità bloccata, refrattaria ad ogni forma di rischio dell’improbabile per uscire dall'ovvio.

Però, affrontarla così è fin troppo facile. Il problema di un narcisismo debordante, troppo intento a specchiarsi per accorgersi del dolore degli altri e di ciò che gli accade intorno, non si risolve puntando il dito verso un solo uomo. L'assenza di empatia si presenta in molti leader a vari livelli e forse non costituisce questa grande novità.

Il momento è cruciale e lo dicono anche i recenti eventi americani; pare che il modello non regga più, le ritualità e le pratiche della democrazia sembrano non riuscire a combaciare con le nuove complessità, con la velocità di giudizio e azione che i tempi richiedono.

Devo constatare però che la questione patriarcale, nel fiorire di “Democrature” in ogni parte del mondo, Europa inclusa, rappresenta una parte non irrilevante del problema.

musica33
UOMINI

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