Main menu

     news facebook  twitter2

lista

Questa è la sezione Omnibus

Mondadori a Verona? L'ultimo amico va via...

Written by angelo jasmeno On Sabato, 15 Febbraio 2020

insulacima2intelligente

In questi giorni l’ultimo reparto operativo interno di ciò che fu l’Arnoldo Mondadori Editore a Verona cesserà di esistere, verrà ceduto ad un’importante azienda di servizi.

Si tratta della factory che garantiva i servizi informatici all’intero Gruppo, mentre i funzionali che la supportavano potrebbero avere una nuova collocazione logistica.

Negli anni, molte delle attività che portarono la nota Casa Editrice a sfiorare le 4000 persone a Verona (per non parlare dell’indotto), sono state cedute a terzi, così come i processi di stampa (nei capannoni opera Pozzoni, ad esempio). Quello degli informatici AME non è che l’ultimo tassello.

Le grandi aziende ormai sono galassie di centri di costo attratti da un concentratore di interessi. Oggi è impossibile, sopra un certo livello di fatturato, vedere l’intero ciclo produttivo trattenuto all’interno dello stesso comprensorio territoriale-aziendale.

La globalizzazione e la finanziarizzazione dell’industria, unite ad una digitalizzazione rivoluzionaria, hanno tolto centralità alle abilità delle persone, spingendo verso il basso gli stipendi, verso gli utenti i disagi, verso una minoranza di privilegiati i vantaggi.

Certo non si può fermare il treno con le terga, ma immaginare una economia diversa, un rapporto più equilibrato tra interessi del territorio e industria manifatturiera, sarebbe il compito di una classe dirigente illuminata.

Invece stupisce che questo “cupio dissolvi” della fabbrica più innovativa e interessante della storia di Verona, sia dal punto di vista industriale che socio-politico, presente in città da un secolo, non abbia provocato un solo commento da parte di molti (se non tutti) i portatori di interesse.

Alcuni di noi troveranno il modo di celebrare 100 anni di storia, sia industriale che sindacale, della Mondadori a Verona, ma non è stato il maltempo a lasciarla scivolare via, ma l'insipienza e talvolta i piccoli interessi di un notabilato locale miope e provinciale...

foto2 

 Print Friendly, PDF & Email

Zenti: Almirante vs Segre? Sterile polemica!

Written by angelo jasmeno On Lunedì, 03 Febbraio 2020

kolbeintelligente

Abbiamo ricevuto un comunicato del SAE, Segratariato Attività Ecumeniche, un'Associazione Interconfessionale di Laiche e Laici per l'ecumenismo e il dialogo a partire dal dialogo Ebraico-Cristiano.

Dal momento che pare non abbia ricevuto riscontro nella "grande" stampa cittadina, svolgiamo il compito istititutivo di Albicokka, che è quello di raccogliere le informazioni che altri, per convenienza o distrazione, lasciano cadere.

Giuseppe Zenti ritiene una "sterile polemica", un argomento marginale, il tema di via Almirante a Verona, mentre l'Autonomia dei Veneti è: "Un dovere sacrosanto" (vedi allegato 1)! Non c'è altro da aggiungere...

Nella foto, a nostra memoria, padre Massimiliano Kolbe, a cui l'"argomento" del nazi/fascismo costò la vita.

COMUNITATO

Il gruppo SAE di Verona, nella persona della sua rappresentante, condivide il rammarico espresso da Bruno Carmi della Comunità ebraica di Verona in merito alle parole del vescovo, Monsignor Zenti, che ha definito “sterili polemiche” la vicenda che ha visto l’accostamento del nome di Liliana Segre a quello di Giorgio Almirante. Ritengo infatti che queste non siano affatto “questioni marginali” in quanto non si possono mettere sullo stesso piano razzisti e antirazzisti.

Non si può ignorare il ruolo avuto da Giorgio Almirante durante il periodo fascista, in modo particolare durante la repubblica di Salò, epoca in cui fu resa possibile la deportazione dall’Italia verso i campi di sterminio dei cittadini ebrei.

Come associazione interconfessionale di laici e laiche impegnati nel dialogo ecumenico a partire da quello con l’ebraismo vogliamo esprimere il nostro rammarico per quanto detto e accaduto in questi giorni, con l’augurio che anche le autorità civili di Verona sappiano prendere atto dell’incompatibilità delle loro posizioni e possano agire in pieno rispetto delle vittime dello sterminio fascista, come espresso in parole durante queste giornate in memoria delle vittime della Shoah.

Bertinat Margherita
Responsabile SAE Verona.

 video2    

 Print Friendly, PDF & Email

notizia commentabile in calce

Arriva il Cassonetto Figo

Written by angelo jasmeno On Sabato, 01 Febbraio 2020

cassonettofigo

Molti cittadini della zona est di Verona hanno ricevuto l’opuscolo dell’AMIA sulla raccolta porta a porta e i cassonetti “intelligenti”.

Bene, ma le persone ragionevoli si pongono alcune domande.

Parafrasando Bennato: fra gente importante, io che non valgo niente forse non dovrei neanche parlare… ma in questo mese di gennaio abbiamo sforato il livello di polveri sottili almeno per 20 giorni e cuore e polmoni restano i miei.

    • Sapendo che, nella Zona Est sono in atto dei mega progetti tipo Ca’ del Bue Revamping e i futuri impianti di trattamento dei rifiuti ubicati nei pressi di San Martino;

    • Prendendo atto che il tema è Druidico, nel senso che questo dell’immondizia è un mondo sacerdotale, guai a mettere in discussione gli sciamani di turno e sottovalutare i loro incantesimi…;

    • Osservando che i Cittadini intasano i social con le loro preoccupazioni sui cassonetti strabordanti, ed esercitano pressioni per risolvere il problema;

Chiedo:

1) Se gli impianti che vanno a costruirsi nel nuovo “distretto dei rifiuti” di Verona Est servono a recuperare Umido, Carta, Vetro, Lattine e infine Metalli dalla parte secca; il resto (plastica, carta, fibre tessili, ecc.) verranno trasformati, dopo opportuna lavorazione, in CSS cioè materiale che si brucia da qualche parte. Non è che faccio la differenziata per cose che poi riciclerò, semplicemente, respirandole?
2) Dovremo assistere al sorgere di discariche a cielo aperto, da parte dei “refrattari” alla modernità, mai perseguiti, come avviene in diversi luoghi della campagna veronese (ad esempio nei fossi intorno alla Mattarana) o lungo gli Argini. Non è giunta l’ora di punire questi criminali ambientali, piccoli o grandi, con la massima severità?
3) Seguendo quali processi avverrà il RICICLO e in quale realistica percentuale?

Voterò candidati alle elezioni Regionali che forniscano qualche risposta e non mantengano rapporti troppo stretti con il mondo dei “Druidi”, facendosi finanziare la campagna elettorale (anche) da loro.

     

 Print Friendly, PDF & Email

Sorry, We Missed You

Written by angelo jasmeno On Lunedì, 20 Gennaio 2020

sorry3

Se decidete di andare a vedere l’ultimo film di Ken Loach portatevi il Maalox Plus.

Mi hanno colpito alcuni pensionati nostrani alla fine della proiezione, che tra di loro bofonchiavano: “Ma è una cosa possibile? Bah, forse solo in Inghilterra”…

Non si accorgevano di fare il verso ad una scena del film: la moglie del protagonista, pagata a cottimo per la cura degli anziani, alla dodicesima visita domiciliare sente la paziente affermare: “Ma l’orario di otto ore?”…

Senza rivelarvi la trama, posso dirvi che si tratta della storia di un povero cristo che, nel tentativo di sfilarsi di una vita di precarietà come muratore, giardiniere, idraulico partime, prova a “mettesi in proprio” comperando un furgone, lavorando per (loro dicono “con”) quella mega struttura logistica, ma anche politica, che è l’universo dell’acquisto on line.

Firma un contratto carico di “opportunità”, che richiede poi una disponibilità totale e dove i rischi (l’incidente, la malattia, il furto) sono scaricati su di lui, ecco cosa significa “autonomo” e non ci sono sindacati, partiti, istituzioni che lo difendano dal suo senso di inadeguatezza e da una fatica invalidante.

L’Italia è piena di queste situazioni, di imprenditori di se stessi sulla carta, di cui nessun telegiornale parla e mediatori che “distribuiscono lavoro” a pedaggio, in una giungla di subappalti.

E questo andazzo è accompagnato da depressione, orari impossibili, speranze vanificate, famiglie che vanno in pezzi sotto il peso della precarietà e dell’assenza.

Per consolarmi ho letto il Manifesto delle 6000 Sardine, ma di questi argomenti non ho trovato traccia, magari loro nuotano in un mare diverso...

Faccio parte di una generazione che mise in discussione le distorsioni della globalizzazione e fu “interrotta” alla scuola Diaz, il 21 luglio 2001.

I problemi sollevati dal regista inglese sono seri: Il fascismo, nella sua forma realizzata, è passato, mentre il "Moloch" si aggira sereno tra noi.

   video2  

 Print Friendly, PDF & Email

San Pieretto, mi e la Maria

Written by angelo jasmeno On Sabato, 18 Gennaio 2020

sanpieretto1

Durante le recenti feste Natalizie, ho avuto l’occasione di visitare la chiesa di San Pietro in Colle, a Caldiero.

Si tratta di un sito di cui si trovano tracce nei registri già nel 1130, come bene della Curia.

È una struttura romanica, ad unica navata, con tetto a capanna. All’interno si trovano importanti affreschi e lacerti di dipinti murali di stile bizantineggiante, che vanno dal XIV al XVI secolo, riproducenti il titolare, San Pietro apostolo, ma soprattutto svariate Madonne con Bambino, di varia fattura e originalità, ad esempio una Madonna in trono ed un Bambin Gesù che accarezza il volto della madre.

Secondo alcune fonti si trovava sulla via dei Pellegrini che da Est erano diretti verso Gerusalemme, Roma o Santiago, già in epoca medioevale.

Il punto è che, come molte cose belle che possediamo, rischia di andare in pezzi e le attività di conservazione andrebbero messe in atto con urgenza, perizia e continuità.

E’ un luogo magico, ma gli unici a presidiarne il ricordo sono uno sparuto gruppo di cittadini, ma specialmente cittadine, che a quel luogo hanno associato il concetto di “Alma Mater” alla quale affidare storie secolari di famiglie e Comunità.

Quindi onore a Stella, alla Ornella, la Gabriella, la Maria e le altre, oltre agli amici di San Pieretto, che non desiderano vedersi cancellati, spazio dopo spazio, i propri riferimenti relazionali, affettivi, ambientali e culturali.

Occorrono soldi, progetti ma sopratutto la consapevolezza che, se si viene meno alle proprie radici, si perde una parte di se stessi.

Sarebbe ora che le Istituzioni si prendessero cura di un doveroso, quanto urgente, restauro specialmente della copertura, per evitare che alla cantilena del ”padroni a casa nostra” corrispondesse un’evidente amnesia sul dove si trovi, in particolare nei siti che ne costituiscono le fondamenta religiose.

Necessita un pio “facilitatore” amministrativo che, per una volta, si occupi (a gratis) di un'opera dello Spirito e non del consueto centro commerciale.

    

 Print Friendly, PDF & Email

Ca' del Bue Revamping

Written by angelo jasmeno On Sabato, 11 Gennaio 2020

combustione1

“Ca’ del  bue Revamping”, sembra il titolo di un film di Tarantino. Ne ha parlato l’Arena, tornando a fare esplicito riferimento al tema Inceneritore in un articolo del 22 ottobre (allegato 1), prendendo lo spunto da alcune dichiarazioni ai margini di un convegno universitario del Presidente di AGSM, Daniele Finocchiaro.

Va detto che lo stesso Finocchiaro, il giorno dopo, ha smentito recisamente di riferirsi al "nostro" impianto, affermando di aver parlato: “A titolo personale” (allegato 2).

Ma qualcosa non mi convince. Così ho aperto il dossier “Oceania” (ispirato dal Telegiornale): Nella mia ipotesi si tratterebbe di reperire nelle Sgauje, magari già differenziate, le cose che si possono bruciare e grazie ad esse produrre calore-energia, anche in un luogo diverso. Per quello che si rilascia in atmosfera poi ci sarebbero gli “esperti” che garantiscono, come sempre, a gratis.

L’attuale ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, durante la sua esperienza nel dicastero Conte Uno ha affermato: “Con i Termovalorizzatori si pone fine al significato stesso dell’Economia Circolare, che si basa sulla logica delle quattro R: Riduzione, Riuso, Recupero e Riciclo”, mentre per Finocchiaro, par di capire, la Termovalorizzazione è parte integrante di detta Economia.

Acquisite le questioni filosofiche, ciò che si riesce ad evincere dalla recente presentazione in Regione del nuovo progetto Ca' del Bue di AGSM è la volontà di: “Massimizzarne il recupero (sgauje ndr) sia come riciclabili che come produzione di materiale combustibile in funzione della qualità del materiale in ingresso”. Fonte il Consigliere Michele Bertucco (Allegato 3).

Combustibile? E dove verrà bruciato? Sul posto, ceduto, o verrà approntato in loco un apposito Museo dell’Ecoballa?

La mia impressione è che, anche a proposito questo argomento, abbiamo a che fare con una strategia comunicativa a bassa intensità, a zig zag, ma con un approdo puntuale, che può contare su una rete collaudata di svagati, a 360 gradi.

      

 Print Friendly, PDF & Email

Il Profugo Ignoto

Written by angelo jasmeno On Domenica, 05 Gennaio 2020

fiaccolata
Ho partecipato alla commemorazione di Kofi Boateng ai giardini di Porta Vescovo antistanti la stazione.

E’ stato un momento di commozione e partecipazione, soprattutto da parte degli instancabili componenti della Ronda della Carità, delle persone che conoscevano questa persona e di coloro che, a vario titolo, si oppongono attivamente all’espulsione degli ultimi dalla vita civile, alla loro marginalizzazione nel girone degli “Inutili”.

Ho condiviso nel dettaglio le parole del rappresentante della Ronda, orientate alla prevenzione di altre morti, firmato la petizione come era previsto dall’invito e ascoltato con interesse le parole di Jean Pierre Pessou, mediatore culturale, sul senso della memoria in Africa.

Per alcuni la vera notizia è stata la proposta, poi attuata, di svellere dalle panchine lì intorno i cosiddetti divisori, simboli di inciviltà e separatezza ma, consentitemi, per me il tema portante è stato un altro: le assenze.

Mentre la polizia in borghese, facendo il proprio mestiere, osservava tutti noi e forse ci catalogava per “appartenenze”, anche io, nel mio piccolo ho fatto il mio censimento.

Ho letto di numeri importanti, quello che ho visto con i miei occhi era altro, per una tragedia che ha interessato i media nazionali, ma ciò che più che mi ha colpito era l’assenza della chiesa veronese, o almeno così mi è parso.

Kofi Boateng era il “profugo ignoto”, non garantiva punti sulla tessera del Paradiso, anzi semmai ne toglieva alla nostra coscienza. Purtroppo, se sei fuori dal perimetro dei “conosciuti”, diventi invisibile, anche se ci sei. Va considerato che, se ci sono centinaia di persone che dormono all’addiaccio, ciò significa che tutti noi, credenti e agnostici, abbiamo un grosso problema.

Come è possibile che nell’era del governo giallo-rosa siano ancora in vigore i cosiddetti decreti sicurezza e che nella “città dell’amore” non avere i documenti possa diventare sinonimo una sentenza definitiva?

Una ripensamento collettivo è necessario.

 Print Friendly, PDF & Email

La Pace è un tentativo

Written by angelo jasmeno On Sabato, 04 Gennaio 2020

Ho partecipato ad alcune marce della pace, pur non essendo pacifista nel modo in cui molti veronesi declinano questo termine.

Mi ha colpito, durante queste iniziative, la latitanza dell’oggi, quasi un rifiuto di affrontare la complessità contemporanea, come se bandiere colorate e inni di lode rappresentassero un antico rito apotropaico.

Oggi il mondo non è sull’orlo di una guerra, il mondo è in guerra permanente e per le solite cose, ma con armi molto più sofisticate. Il dramma della violenza lo avvolge, le contromisure sono difficili, il rischio della vacuità di certe iniziative, altissimo...

La Pace non è un mestiere che garantisce vitalizi, la Pace è un tentativo doloroso che ogni volta va adeguato ai tempi ed al progresso. La Pace non è immobile, né si può custodire dentro un mobile di casa, in un cassetto impolverato come una banconota destinata a finire fuori corso. E questo riguarda anche il movimento verde diversamente declinato che porta diritto all’eredità di Alex Langer, lui che alla successione di famiglia volle rinunciare...

Il movimento ecologista e pacifista a Verona dovrebbe sì rimettersi in marcia, ma sull'attualità; nel piccolo contestando le politiche inquinanti “centovetrine” della matassa consociativa che domina città e provincia, nel grande sulla comprensione dei fenomeni, che non sempre rispondono "amen" alla litania del “cessate il fuoco”, come sulla questione Curda.

“Certo, un'azione di forza per ristabilire un minimo di legalità internazionale può essere solo un primo passo, pre-condizione di ogni ulteriore soluzione politica”.

Sono parole di Alex Langer, in un articolo del 1995 nel quale chiese, fuor di metafora, un intervento armato della NATO in Bosnia montivandolo con la difesa dei più deboli, a qualunque etnia essi appartenessero.

Io penso che il migliore alleato della Pace sia il dubbio, il porsi domande alle quali abbiamo paura di rispondere, non basta più sventolare buoni propositi su strade fredde in faccia ai volti assenti dei passanti...

  
Langer - Tuzla

 Print Friendly, PDF & Email

Buon Natale, Raminghi

Written by angelo jasmeno On Domenica, 22 Dicembre 2019

Mi rendo conto che per molti concittadini/e questo blog è un atto di superbia, per loro ciascuno deve posizionarsi là dove il destino, il censo, o i “capi” hanno deciso.

I Raminghi come me, e come una parte rilevante di voi che mi leggete di nascosto, non hanno mai avuto un luogo “assegnato”, anzi siamo aberrazioni che non dovrebbero nemmeno presentarsi.

La città di Verona è attraversata da un narrazione di sé che mi fa, sinceramente, ribrezzo. Nella vulgata è la città dell’amore: opulenta, tranquilla, paciosa. Ma noi Granpassi la scorgiamo da tutt’altra angolazione e non possiamo distogliere lo sguardo, per citare Tolkien, dall’occhio di Sauron e dalla sua dimora nella Terra di Mezzo. Non è poi così difficile distinguere, se ci si affida ad uno sguardo sincero, la torre fiammeggiamente di Barad-dûr.

Lui ci vede e noi lo vediamo, ma molti amici e amiche preferiscono ignorarne l’esistenza ed esserne, a sua volta, ignorati.

Che io sia matto è chiaro come il sole oppure, ribaltando il punto di vista, Lo sono quelli che hanno una risposta per tutto, un cassettino o un mantra dietro al quale nascondere ogni questione irrisolta, coloro che non tollerano contraddizioni, conflitti, o cambiamenti. Citando un poeta greco: i tiranni li odio tanto, tanto quanto ho schifo di loro.

Ritengo pertanto di avere diritto di scrivere quello che penso, anche se non ho il timbro del Ministero della Cultura Popolare, anzi esattamente in virtù di questo.

Solo dalle periferie esistenziali, dalle marginalità della Contea, potranno giungere pensieri innovativi, ma è anche compito di ciascuno/a di noi mettere da parte il Ramingo che siamo finiti/e per diventare e assumerci la responsabilità di ciò che siamo nati per essere.

    linkarancio
granpasso  raminghi

 Print Friendly, PDF & Email

Via Dolomiti e il Pupparin

Written by angelo jasmeno On Domenica, 22 Dicembre 2019

viadolomiti

Tutto da rifare per via Dolomiti. Si sta predisponendo alla Cercola un nuovo porto fluviale dedicato al cineasta Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, indimenticato regista del capolavoro cinematografico: La corazzata Potëmkin.

Visto lo stato dell’arte, è più realistico infatti immaginare che un ramo dell’Adige venga deviato a colpi di vanga. Si attende per il 31 gennaio 2022 l'arrivo di un Pupparin, barcone della Repubblica di Venezia.

Ci eravamo un po’ insospettiti da quando, sulla stampa locale, ogni mese c’era una pagina intera dedicata a quanto: “L’è Belo el Pupparin” e così la Batela el Batelon, el Bragozzo el Burchio e la Caorlìna.

Se il Partito Centovetrine, che va per la maggiore, manterrà intatta la sua vena immaginifica grazie al canale, preoccupano il Partito DeiPoetiEstinti (tutto attaccato) e il Movimento degli Onesti. Il primo ha presentato una delibera per togliere la seconda P da Pupparin, visto che la forma l’è anca sostanSa, il secondo si affiderà alla piattaforma Pearà per decidere se il canale sarà meglio più alto che largo o, altrimenti, più largo che alto.

Secondo fonti locali, le recenti tracimazioni dei tombini e la caduta di transenne per colpa del vento non sono frutto dell’incuria, ma di una oculatissima strategia navale. In gran segreto sono in corso di sperimentazione brevi crociere di imbarcazioni in miniatura tipo Tochi del legno e Topette a fondo piatto.

Non è un caso se le transenne, che si spostano di notte come se fossero dotate di anima propria, sono state soprannominate dai residenti: Fiocco, Spinnaker, Gennaker e Tangone.

Nell'ultimo plenilunio si sono udite distintamente inquietanti voci marinaresche, del tipo: “Cazza la Randa!”. Al mattino però i pensionati, che ogni giorno presidiano il cantiere, hanno assicurato trattarsi di un più prosaico: “Vien Zo la Banda” cosa, peraltro, puntualmente avvenuta.

Qualcuno affermerà che su queste cose non si può scherzare, nè prendere in giro gente che patisce disagi da mesi, la risposta è: ESATTO.

   
pupparin   viadolomiti

 Print Friendly, PDF & Email

Navi Cargo e pacchi regalo

Written by angelo jasmeno On Domenica, 22 Dicembre 2019

navecargo

Nelle ultime settimane è stata citata la Nave come alternativa “ecologica” ad altri mezzi di trasporto pesante, ma è difficile immaginare stronzata più puntuale (a meno che non ci si riferisca a velieri e pedalò).

Secondo diverse fonti autorevoli (si consultino gli allegati in calce), un Cargo porta container consuma quanto milioni (sì, avete capito bene) di automobili, basta un centinaio di queste navi per inquinare più di tutto il parco auto mondiale.

Oggi, le navi Cargo continuano a solcare gli oceani sfruttando carburanti (olio pesante, bunker oil) il cui tenore di zolfo può raggiungere addirittura il 3,5%: a parità di distanza percorsa una nave da crociera emette inquinanti atmosferici pari a 5 milioni di automobili.

A Genova, ad esempio, sono state evidenziate concentrazioni molto elevate di particolato ultrafine, superiori addirittura a 40 volte quelle registrate in zone con aria pulita, mentre a Venezia, secondo l’Associazione “Cittadini per l’aria”, le emissioni di zolfo delle grandi navi arriva a 20 volte la quantità dello stesso inquinante prodotta dalle automobili nell’intera area comunale, Marghera e Mestre comprese.

E’ un problema molto serio, ma sul trasporto marittimo si basa una parte rilevante, se non strategica, dell’economia globale. Si produce a costi bassi, si trasporta a costi bassi, si rischia la vita a costi bassi, sia nelle fabbriche, magari situate in regioni remote e senza democrazia, sia sulle navi che affondano con una certa frequenza portandosi dietro i loro marinai.

Dunque quello splendido “crunch” che udiamo quando apriamo il pacco che un povero cristo ci consegna, smistato a tempo di record da un altro povero cristo, confezionato (può succedere) da una persona priva dei diritti più elementari non rappresenta sempre una “festa”, anzi, potrebbe essere l’ultima stazione di una filiera indecente.

Grandi esportatori internazionali, come la Maersk, si stanno ponendo il problema, ma la soluzione, purtroppo, non è ancora dietro l'angolo.

     

 Print Friendly, PDF & Email

Lago di Tenno e Canale

Written by angelo jasmeno On Lunedì, 16 Dicembre 2019

lagoditenno2

Il lago di Tenno è situato nel comune di Tenno (Trento), a pochi passi dal borgo medievale di Canale di Tenno (o Villa Canale).

Il lago ha una superficie di circa 195,190 m², un'altezza massima di 47,7 metri ed è il sesto lago per estensione del Trentino.

Il periodo di nascita del lago si fa risalire attorno all'anno 1100. Una frana di proporzioni colossali, staccatasi con molta probabilità dal monte Misone, ha riempito la zona formando una conca e sbarrando il corso del torrente Rì Sec.

Il toponimo dell'omonimo Comune ha la sua prima attestazione, del 1205, è già “de Tenno”. I primi insediamenti umani risalgono invece all’età del bronzo, come testimoniano i numerosi reperti. La comparsa dei primi nuclei abitati fu dovuta principalmente alla massiccia frequentazione della zona, dato che si trovava in un punto di connessione fra diverse vie e territori.

Da segnalare la frazione di Canale di Tenno. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando si viveva di agricoltura e pastorizia, le case di costruivano le une attaccate alle altre, cercando di ancorarle tra loro e strappare qualche piccolo spazio alle pendici della montagna. A Canale tutto sa di pietra e di legno, di ciottoli e di ferro: materiali poveri che hanno saputo vincere l’usura dei secoli per arrivare fino a noi.

A questi particolari si aggiungono ballatoi sbiaditi dal sole, vecchi solai ricoperti di pannocchie, affreschi, capitelli e tutto il rosso dei gerani in fiore. Sempre che ci si vada d’estate. Durante la seconda settimana di agosto il borgo si trasforma: diventa il “set” di una magnifica rievocazione storica con giullari in costume, artigiani, dame e menestrelli dietro ad ogni angolo. L’inverno, fino al 15 dicembre, qui si svolgono i mercatini di Natale, assai originali perchè messi in opera da artigiani e produttori locali, assiepati nelle stanze di antiche dimore.

Trovate il modo di visitare questi luoghi incantevoli, meglio se lontano dai periodi di grande afflusso turistico.

 linkblu   linkarancio
     lago         Canale

 Print Friendly, PDF & Email

e-max.it: your social media marketing partner