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Filobus: il risveglio dei sensi


opinionibianche

Interessandomi nel mio quartiere alle questioni ambientali ho potuto apprezzare, al proposito, una solitudine sorda, a volte imbarazzante.

Poi è arrivato il Filobus, e un po’ in ritardo sulla Primavera c’è stato un risveglio dei sensi, specialmente tra chi è stato penalizzato nelle sue tasche e nella quotidianità, magari trovandosi il garage bloccato.

Quello che non si legge nell’illuminatissima (a carbonella) stampa veronese, è che il Filobus dovrebbe far parte di un sistema della mobilità e di un ecosistema ambientale che, in particolare nella Pianura Padana, fa oggettivamente schifo.

Una situazione del traffico ancora più ingolfata a Verona Est, grazie alle prossime installazioni commerciali che l’amministrazione e in taluni casi una parte dell’opposizione, se la parola non li offende, hanno immaginato per noi. Non è possibile lasciare le cose come stanno, perchè in termini di traffico ed inquinamento sono destinate solo a peggiorare...

Sono sconcertato da una classe dirigente che fa le cose perché “ci sono i finanziamenti” e non chiede i finanziamenti “per fare le cose”. Noto poi che si va stringendo un'alleanza tra imprese commerciali danneggiate dai lavori e comitati “No Filobus" che richiede, almeno sui media, la rinuncia all'opera.

Dico: la tecnologia ha fatto passi da gigante e il progetto dell’AMT appare decisamente obsoleto (gli autobus di La Spezia, elettrici, su gomma e senza fili, si ricaricano in cinque minuti al Capolinea, altrochè "tiracche" e "sole a scacchi"). L’idea poi che una piccola città sia “isolabile” dal suo contesto, tracciando un confine strutturale al limite del Comune capoluogo è superata, occorre pensare la mobilità in termini di provincia, o di bioregione.

Alla politica è richiesto un po' di coraggio e di innovazione.

Ne consegue: NO a lasciar perdere, SI' ad un ripensamento, anche radicale, dell'Opera.

Angelo Jasmeno

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Elezioni a Negrar, grazie Flavio

opinioniNon mi accodo ai festeggiamenti del centrosinistra per la vittoria di Negrar alle recenti elezioni amministrative.

Mi sottraggo poiché questa è arrivata grazie ad un apparentamento strategico e decisivo, in un comune oltre i 15000 abitanti, con la lista di Flavio Tosi.

Strategico perché non episodico, da strapaese, ma orientato a dare un segnale politico anche sul futuro della città di Verona, decisivo perchè il sindaco Grison ha prevalso per 74 voti.

Flavio Tosi è un politico in gamba, moderno, empatico, ma ogni giorno sul territorio, in città, pesiamo le sue passate scelte amministrative e le contrastiamo. Non c’è nulla sotto il profilo economico, umanistico, ambientale su cui ci si possa ritrovare d’accordo.

Se il destino del centrosinistra è sdraiarsi sull'esistente, negando una valida alternativa "di sistema" ai cittadini, la provincia non potrà godere di spazi di innovazione in campo sociale, economico, ambientale. Il potere dell'aritmetica a volte non si accorda con l'autorevolezza della logica.

Allora, fate ciò che dovete, ma non nel mio nome, grazie.

jasmeno Angelo Jasmeno

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Eschimesi Veronesi

eschimesi

opinionibiancheA causa della pretesa di saper tutto, ci saranno sempre degli eschimesi pronti a dettare legge sul come debbano comportarsi gli abitanti del Congo durante il massimo della calura.
Stanislaw Jerzy Lec

Questo aforisma potrebbe essere stato citato a sproposito da chi intende denigrare le persone che non la pensano esattamente come i sapientoni sulla carta in merito a cementificazione, inquinamento, ricadute sociali delle scelte politiche.

Invece sta nel diritto, anzi nel dovere di ciascuno/a, difendere i propri valori fondamentali e i propri interessi anche se non si è politico, giornalista, uomo d'affari, costruttore o faccendiere.

Stabilito che il detto “uno vale uno” è buono solo per il gioco della tombola, si può essere colti, intelligenti e preparati, senza per questo appartenere all’establishment.

Se un insediamento ti chiude il negozio, desertifica certi indotti economici per promuoverne altri, mette a rischio la tua salute, non solo puoi ma devi alzare la mano per affermare che a te, e ad altri, non va bene così e per questo non sei obbligato a candidarti alle elezioni.

Non si tratta di presunzione, ma di educazione civica, non si tratta di farsi belli, ma di non accettare l’idea, un tantino calvinista, che un’autorità superiore abbia stabilito chi debba trovarsi in sala da pranzo, nella casa della vita e chi confinato negli alloggi della servitù.

Ciò che non sopportano, i saccenti, è la la censura della pratica di mettersi d’accordo in quattro per poi imporre le proprie scelte a tutti, perché: "Loro del Congo se ne intendono" (e anche su questo avrei qualche dubbio), è la messa in discussione delle gerarchie e posizioni dominanti che occupano da parte di gente, semplicemente, “normale”.

Hanno passato la vita a sentirsi migliori degli altri e dobbiamo prendere atto che molte persone fanno di tutto per dar loro ragione, per esempio smoccolando per un divano abbandonato vicino a un cassonetto (giusto), ma non accorgendosi di viverci dentro (PM10, PFAS, micro rifiuti abbandonati ovunque, specialmente in periferia, basta fare due passi).

Perciò, citando lo stesso autore, la deduzione appare semplice e rappresenta anche un consiglio per chi legge:

L’anello più debole è anche il più forte
Perciò
Spezza la catena...

Angelo Jasmeno

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Si ospitano opinioni motivate

opinionibiancheAll'interno di questo Blog si accettano opinioni motivate e interessanti, pubblicate se ritenute utili a migliorare e comprendere meglio il mondo che ci circonda. 

Le opinioni saranno evidenziate in home page con l'icona qui a fianco e così, anche cromaticamente, si differenzieranno dai fatti.

Le regole sono chiare, un linguaggio consono e l'invalicabile superamento delle 2000 battute. E' possibile commentare in calce, ma ogni osservazione verrà moderata, che dite, proviamo?...