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sovranismo

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Io lo so cosa sia un nazista. Mi è stato spiegato per filo e per segno da mio padre, scampato per uno scherzo del destino alla strage di Lasa (Val Venosta) il 2 maggio del 1945, mentre i miei nonni in lacrime erano già convinti di averlo perduto a 16 anni.

Ci tenne, il mio compianto papà, appena avevo conquistato un barlume di ragione, a spiegarmi che cosa significasse trovarsi di fronte a quelle divise grigio-verdi, dell’assenza di vie di uscita o patteggiamenti possibili. Poi, e questo mi è rimasto impresso più di ogni cosa, mi spiegò a cinque anni che cosa avessi dovuto fare dell’ultimo colpo rimasto in canna, se circondato.

Sembra strano, o forse un po’ crudele raccontarlo ad un bambino, ma ho sempre avuto la sensazione che lui avesse l’urgenza, o temesse, che un giorno o l’altro, in una forma magari diversa, loro sarebbero ritornati.

Si fa un bel parlare di dopoguerra, ma non si può dimenticare che nella nostra bella Europa abbiamo vissuto diverse ostilità, alcune particolarmente sanguinose, dopo la seconda guerra mondiale. Come non ricordare i fatti di Ungheria e la Primavera di Praga, i conflitti Jugoslavi che hanno portato alla morte prematura di più di 130.000 persone, per non parlare dell’Ucraina (guerra del Dombass), del disfacimento cruento dell'impero Sovietico e degli irredentismi diffusi, cito su tutti quello Nordirlandese cagione, a suo tempo, di migliaia di morti che arde ancora sotto la cenere.

Il lato oscuro dell’Umanità si riorganizza sempre, questo forse voleva significare mio padre e occorre essere preparati, perché basta un inciampo della storia e forse uno ne stiamo vivendo proprio ora, a cambiare nel tempo di un amen le carte in tavola nelle vicende del Pianeta.

continuabk

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