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dna

Il 25 febbraio del 2017 la prestigiosa rivista Nature riportava un articolo di David Cyranoski, suo corrispondente per l’Asia-Pacifico. Questo l’incipit tradotto:

A Wuhan, in Cina, sta per essere inaugurato un laboratorio in grado di gestire gli agenti patogeni più pericolosi del mondo. La mossa è parte di un piano per costruire tra i cinque e i sette laboratori di biosicurezza di livello 4 (BSL-4) in tutto il continente cinese entro il 2025, e ha generato molta eccitazione, ma anche perplessità.

Fuori della Cina, alcuni scienziati si preoccupano infatti che gli agenti patogeni possano fuoriuscire dall'impianto, aggiungendo una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche tra la Cina e altre nazioni...

Per la precisione oggi, nel sito della prestigiosa rivista internazionale, a questo proposito è stata introdotta una puntualizzazione, che traduco: Molti hanno promosso una teoria non verificata secondo cui il laboratorio di Wuhan, discusso in questo articolo, ha avuto un ruolo nell'epidemia di coronavirus iniziata a dicembre 2019. La rivista Nature non conosce prove che ciò sia vero; gli scienziati ritengono che la fonte più probabile del coronavirus sia il mercato degli animali.

Dunque solo una maledetta coincidenza.

In questi giorni è stato assegnato il Nobel per la chimica alle due scienziate Emmanuel Charpentier e Jennifer A. Doudna per avere sviluppato il sistema di editing del genoma Crispr/Cas9, che permette di modificare parti di materiale genetico con grande precisione (e costi contenuti). Si tratta delle cosiddette forbici genetiche che consentono, tra le altre cose, di praticare terapie mediche un tempo ritenute impossibili.

Questo metodo scientifico potrebbe presentare però un tratto preoccupante: esso metterebbe in grado dei malintenzionati di creare potenti armi biologiche (Science del 5/10/2018) e pratiche di manipolazione della vita eticamente inaccettabili.

Alle tecniche descritte possono infatti accedere, visti i costi accessibili, aziende private ed apprendisti stregoni, i cosiddetti biohacker e la questione pone enormi problemi di sicurezza, bio-etica, rischio ambientale e salute pubblica.

Non c’è nulla di complottista in ciò che ho scritto, e si può chiaramente evincere dagli allegati sottostanti. Ho solo chiarito che oggi possiamo competere con la natura nel creare qualcosa di indicibile, le cosiddette chimere (organismi pluricellulari composto da cellule dal patrimonio genetico differente).

Noi però, a differenza della natura non possediamo una visione d’insieme delle consenguenze della mamonissione del DNA e procediamo per tentativi. Il rischio è di rompere il vaso di pandora dell’eugenetica, della guerra biologica e di una prossima pandemia come conseguenza dell'errore umano, o dell'inadeguatezza (o l'assenza) di rigorose procedure di sicurezza.

        

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