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COMUNICATO DI PAX CHRISTI (*)

In questo tempo di emergenza Coronavirus tra le fabbriche rimaste aperte perché essenziali ci sono anche le fabbriche di armi.

Il mondo “malato” spende 2mila miliardi in armamenti. (“Avvenire” 28 aprile 2020).

Il nostro Paese è il 9° esportatore al mondo di armi ed è tra i primi 15 acquirenti.

Troppi sono i soldi per impiegati per le armi in nome della nostra cosiddetta “sicurezza”.

Siccome i soldi per le fabbriche e per il commercio di armi passano attraverso le banche, ma non tutte le banche in questo sono uguali, dobbiamo porci la domanda: i nostri guadagni, le nostre pensioni, i nostri stipendi in che banca vengono depositati?

Papa Francesco non si stanca di esortarci: “Cristo nostra pace illumini quanti hanno responsabilità nei conflitti, perché abbiano il coraggio di aderire all’appello per un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo. Non è questo il tempo in cui continuare a fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per curare le persone e salvare vite” (Pasqua 2020).

E’ ora di fare una scelta: decidere di depositare i nostri soldi in una banca che non investa in armi.

E’ importante non essere indifferenti di fronte a una questione così grave e importante.

Scriviamo una lettera al direttore della filiale della nostra banca, chiediamo di non finanziare la produzione e la commercializzazione di armamenti.

Proponiamo una scelta concreta di cambiamento. Una scelta coerente con l'annuncio di pace del Natale.

Pax Christi Verona

Lo stato italiano, attraverso il Ministero dell’Economa delle Finanze, in ottemperanza alla legge 185/90, ogni anno pubblica la tabella delle banche che investono nel commercio delle armi. Vedi: www.banchearmate.org

 

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(*) Albicokka publlica questo comunicato nello spirito pluralista che la anima

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